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FORUM dell'affidamento

Per tutte le famiglie affidatarie, gli operatori dell'Unità Operativa Tutela Minori hanno avviato un'attività tra famiglie che stanno attualmente vivendo un'esperienza di affido.
Oltre ad essere partecipi agli incontri che si tengono in vari posti dislocati nel Veneto, vi invitiamo ad essere attivi anche leggendo e scrivendo su questo forum.

  Se a volte nell'apertura del Forum appare una schermata bianca con un testo scritto in inglese,
cliccate sulla digitura riportata in fondo:   Continue to the Forum  per continuare a visualizzare il forum.
 

Affidamento famigliare 

Legge N.184/83 

Modifiche della legge N 184/83 

Astensione e permessi dal lavoro degli affidatari 


Domande e risposte  

 

Sensibilizzare al problema dell'affidamento è un dovere di tutti noi, di tutti coloro che sanno che questa è una strada importante per la crescita dei ragazzi con problemi.
Dobbiamo aiutare chi incontra difficoltà burocratiche o di rapporto con i bambini, con le famiglie naturali, con le istituzioni.

Troppo spesso abbiamo incontrato la tristezza nel volto di un bambino ... siamo qui per dar loro un sorriso. Ed anche se con il nostro intento riusciremo a far sorridere anche solo un bambino facendogli trovare affetto ed amore per il tempo in cui questo sarà necessario, il nostro lavoro sarà servito a qualcosa di importante. 


Aiutateci ad aiutare ed insieme riusciremo a dare tanto, tantissimo amore a molti bambini ... ne siamo sicuri.

Affido...in orfanotrofio?

Kevin è nato in Italia prematuramente. Per problemi famigliari è stato dato in affidamento ad una famiglia italiana per parecchi anni. 

In quel periodo, la madre timorata dalle continue visite dei servizi sociali, non si sà il perchè, ha portato il figlio in Ghana, terra sua d'origine, e lì è stato lasciato da solo, da parenti o amici per qualche tempo.

Poi si è venuto a sapere che era stato messo in orfanotrofio in Ghana.

ORA, dov'è?
Adesso Kevin, nel 2007, ha 10 anni...
Chi l'ha visto?

Durata filmato 4 minuti e 24 secondi

Chi ha visto Kevin?

 

  Facciamo
sbocciare la vita a chi non c'è l'ha...



 

 

 



Diamo tutto il nostro 
CUORE a chi è nel bisogno

 

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Unità Operativa Tutela Minori di Montecchio Maggiore - Centro -
Presso il Centro di Formazione dell'Ulss5
 ( c/o Ospedale di  Montecchio Maggiore, via Cà Rotte )


    Verbale dell'incontro con le famiglie del giorno 24 Giugno 2002   

Questo è stato un incontro particolare in quanto ai presenti è stato mostrato tramite un videoregistratore due belle introduzioni di due lungometraggi di cartoni animati.
Il due cartoni d’animazione erano: Tarzan e La Gabbianella e il gatto.

Vedendo alcune sequenze di queste storie avventurose e simpatiche, l
a dott.ssa Gottin  ha chiesto all’uditorio di identificare tra i personaggi il ruolo della famiglia affidataria , del bimbo in affidamento e dei servizi sociali.

Nel cartone animato di Tarzan della Disney, mentre scorreva i titoli di testa si vedeva due genitori e un figlio in fasce che facevano naufragio in una terra selvaggia.

Nel frattempo, in quella stessa terra selvaggia, una coppia di gorilla di montagna  perdevano il proprio cucciolo divorato da un leopardo, lo stesso leopardo che dopo un po' uccideva anche la coppia di umani che si erano costruiti un rifugio, lasciando però casualmente il neonato vivo.

Il
neonato, trovandosi solo, veniva così "adottato" dalla gorilla mamma che gli metteva il nome di "Tarzan".

Tarzan bambino
.
   ...
il
neonato, trovandosi solo,
  veniva così "adottato" dalla gorilla mamma 
  che gli metteva
il nome di "Tarzan"...

ll suo compagno, che era il capobranco, non apprezzava ciò perché Tarzan, essendo un umano, lo considerava "diverso". 
Un pò alla volta anche lui però accettò la sua presenza.

In questa storia, Tarzan crebbe già da piccolo con parecchi complessi  perché si sentiva “anormale” e non riusciva a fare ciò che gli altri gorilla facevano con facilità. 

Quando Tarzan si mise di impegno egli divenne uno bravo e spericolato acrobata della foresta, proprio come il  Tarzan adulto che tutti noi conosciamo da sempre..
Tarzan adulto

Vedendo queste scene di questo bel cartone d'animazione, i presenti a questo incontro hanno riscontrato che:

 -  Anzich'è trattarsi di un affido questa è stata un'adozione da parte di questi genitori gorilla, in quanto il piccolo era rimasto orfano.
 
 - I nuovi genitori di Tarzan hanno dovuto fare ogni sforzo per accettare il "cucciolo" così diverso da loro a volte adattandosi al suo modo di fare ed agire. 

 - L'aiuto e la collaborazione di tutti i gorilla e animali di questa storia, per far sì che Tarzan diventasse "normale" come uno di loro, porta all'attenzione l'aiuto e l'operato dei servizi sociali nell'adempiere il loro compito nei confronti del minore.

Alla visione del secondo lungometraggio La Gabbianella e il Gatto la situazione era un pò diversa. 

La storia racconta di come una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio, riesca ad affidare in punto di morte il proprio uovo al gatto Zorba, strappandogli ben tre promesse: quella di non mangiare l’uovo, di averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al nascituro. 

La Gabbianella e il gatto La gabbianella orfana viene battezzata Fortunata dall’intera comunità dei gatti, che è stata coinvolta dal gatto Zorba nel compito di allevare questa insolita “figlia”.

 La piccola Fortunata dovrà imparare a conoscersi e capire di non essere un gatto, prima di poter imparare a volare.
Nel frattempo deve anche combattere al fianco dei suoi amici felini, per osteggiare l’avvento del Grande Topo che, insieme ad un’orda di ratti, attende l’occasione di prendere il potere uscendo dalle fogne.

Anche qui, durante la discussione di questo incontro, è stato riscontrato il valido aiuto e collaborazione di tutti i felini per capire come si fa a "covare" l'uovo affidato e come aiutare il piccolo nascituro a crescere bene e infine a volare.
Questa situazione è stata paragonata ai genitori che hanno in affido un bambino e, oltre a fare il possibile per farlo crescere bene, cercano aiuto e sostegno da altre persone più esperte come potrebbero essere i servizi sociali.
 
Anche questa serata si è conclusa dopo due ore di piacevole compagnia avendo appreso qualcosa di più anche da favole o racconti creati per i bambini che, nonostante possano sembrare molto semplici, sono di grandissima utilità anche per tutti noi adulti che stiamo  facendo il nostro meglio per aiutare i bimbi in affidamento
. 

Il prossimo appuntamento del nuovo incontro è stato stabilito il giorno:
Mercoledì 31 Luglio 2002 ore 20:30  

    

 


Unità Operativa Tutela Minori di Montecchio Maggiore - Centro -
Presso il Centro di Formazione dell'Ulss5
 ( c/o Ospedale di  Montecchio Maggiore, via Cà Rotte )


    Verbale dell'incontro con le famiglie del giorno 29 Maggio 2002   

 A questo nuovo incontro i partecipanti sono stati 13 facenti parte a 7 famiglie di questo gruppo composto di 14 nuclei famigliari.
.
La dott.ssa Gottin ha augurato un buon inizio ad una
novella famiglia affidataria che il giorno dopo avrebbe accolto a casa loro (per la prima volta) una ragazza quindicenne in affidamento.
Gli fu chiesto se erano emozionati per tale evento. La risposta fu: “Un pò…”.

La stessa domanda fu rivolta anche agli altri presenti che hanno degli affidi già da parecchio tempo, dando il via così alla conversazione di quest’incontro dove sono state raccontate le proprie esperienze, le avventure, i propri sentimenti, le difficoltà passate e quelle in corso.

Da questa conversazione è stato evidenziata la necessità di essere seguiti di più dai servizi sociali, in modo che la famiglia affidataria non si trovi ad affrontare da sola certi gravi problemi con il bambino in affido.
In particolare modo, per certi bambini o ragazzi, sarebbe utile avere degli incontri programmati con dei psicologi specifici per casi specifici, servizio che invece si è rivelato scarso.
Questi incontri sarebbero stati d'aiuto per i ragazzi a superare certi gravi problemi psicologici che si stanno portando avanti, salvaguardandoli così da un futuro quasi certo di ragazzi incontrollabili e sbandati.

Il racconto e l’esperienza di una famiglia che ha avuto molti affidi nel passato, ha fatto notare la necessità di pretendere questo aiuto dai servizi sociali, come diritto di chi tiene in affido un bimbo.
Di solito le famiglie che tengono in affido questi fanciulli, non sono dei psicologi, anche se in qualche modo per forza maggiore lo devono diventare (in maniera “fai da te”) per aiutare meglio possibile queste creature che hanno in casa.

 q       Informazione utile: Come propaganda di sensibilizzazione sull’affido famigliare sono stati predisposti degli stand in occasioni di alcune feste per ragazzi  siti nei paesi qui sotto riportati. Nello stand ci sarà la presenza degli operatori di questo gruppo per spiegare e dare informazioni ai visitatori, e, per le famiglie affidatarie che lo desiderino, la loro presenza per dare una testimonianza pratica e concreta.

STAND di sensibilizzazione sull’affido famigliare

Ø       8-9 Gugno  Piazza ad Arzignano (con giochi gonfiabili per bambini - vedi Foto -)

Ø       16  Giugno  Piazza a Lonigo         (città per ragazzi)

Ø       22-23 Giugno  Brendola

Ø       6-7  Luglio   Piazza a Chiampo

Prossimo appuntamento dell'incontro è stabilito il giorno:
Lunedì 24 Giugno 2002 ore 20:30  


 


Unità Operativa Tutela Minori di Montecchio Maggiore - Centro -
Presso il Centro di Formazione dell'Ulss5
 ( c/o Ospedale di  Montecchio Maggiore, via Cà Rotte )


    Verbale dell'incontro con le famiglie del giorno 22 Aprile 2002   

Dopo le presentazioni d'obbligo delle famiglie di cui era composto il gruppo la dott.ssa Gottin Michela ha dato il via ad un'interessante carrellata di esperienze vissute ed ancora in corso raccontate dalle famiglie affidatarie presenti.
In questa serata sono state ascoltate le esperienze delle famiglie affidatarie che hanno tenuto  2 o più fratelli in affidamento.

E' stato riscontrato che ogni affido ha una storia a sè, piena di sacrifici, difficoltà e privazioni.
Nonostante tutto sono risultate esperienze cariche di amore ed affetto verso i bambini o ragazzi in affido. 

Erano presenti anche alcuni componenti di famiglie che è intenzione loro di entrare a far parte della grande famiglia affidataria. 
A volte le esperienze raccontate avrebbero potuto scoraggiare questi futuri affidatari, ma l'amore per i "piccoli indifesi" ha avuto la preminenza sorpassando così ogni difficoltà immaginabile dando una carica in più al proseguimento verso il cammino scelto.

La serata si è conclusa dopo due ore di piacevole ascolto e partecipazione dell'intero gruppo uscendone tutti rafforzati dalle esperienze udite, rendendosi ognuno conto che il proprio affido non è poi così difficile o critico come poteva sembrarci prima di udire ciò.

Il prossimo appuntamento del nuovo incontro è stato stabilito il giorno:
Mercoledì 29 Maggio 2002 ore 20:30  

    

Vademecum informativo sull'affidamento familiare

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STAND di sensibilizzazione sull’affido famigliare ad Arzignano


 

 

 

 

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Giochi per bimbi ad Arzignano - FOTO >
Vedi foto giostra gonfiabile "Titanic"
  Vedi foto giostra gonfiabile "Coniglio"
Vedi foto giochi a pallacanestro

 

AFFIDAMENTO DEI MINORI

E' disciplinato dalla legge 4 maggio 1983 n. 184 e consiste nell'affidamento di un minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, a una famiglia diversa da quella naturale, a una persona singola, a una comunità di tipo familiare, o nel ricovero in un istituto di assistenza. Ha lo scopo di assicurare il mantenimento, l'educazione e l'istruzione del minore per il tempo necessario a superare le difficoltà della famiglia d'origine. L'affidamento perciò è sempre temporaneo e comporta, quando è possibile, il reinserimento del minore nella sua famiglia naturale. Quando, invece, la situazione di crisi non è superabile, interverrà la dichiarazione di adottabilità del minore

 

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Ultimo aggiornamento:
lunedì 30 luglio 2007 05.56
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